venerdì 26 dicembre 2008

Qualis dominus talis servus



«(...) Firpo (lei lo chiama rispettosamente così, ndr), quando scoprì in tv che Berlusconi aveva copiato la sua versione dell'Utopia, si attaccò subito al telefono per avere quel libro. Gli risposero che era un'edizione privata, in pochi esemplari, riservata all'entourage del Cavaliere. Ma lui, tramite l'associazione milanese degli Amici di Thomas More, riuscì a procurarsi una copia in visione. La sfogliò e sbottò: "Non è un plagio, è peggio! Quello ha copiato interi brani della mia prefazione e la mia traduzione integrale dal latino, mettendoci la sua firma. Non ha cambiato nemmeno le virgole!". Prese carta e penna e scrisse a Berlusconi, intimando di ritirare subito tutte le copie e annunciando che avrebbe sporto denuncia. Qualche giorno dopo squillò il telefono di casa: era Berlusconi». A questo punto inizia un irresistibile balletto telefonico, con il Cavaliere che cerca scuse puerili per placare l'ira dell'austero cattedratico, e questi che, sbollita la furia, si diverte a giocare al gatto col topo. Firpo minaccia di mettere in piazza tutto e trascinarlo in tribunale. «Berlusconi - ricorda la moglie - incolpò subito una collaboratrice, che a suo dire avrebbe copiato prefazione e traduzione a sua insaputa. (...) (la Repubblica, 23 marzo 2006)

Stesse parole, stessa punteggiatura, stesse valutazioni. L'introduzione, firmata da Vittorio Sgarbi, a un nuovo volume sul Botticelli edito da Skira coincide quasi alla perfezione con il profilo del pittore tratteggiato nel 1964 dalla storica dell'arte Mina Bacci per la collana "I maestri del colore". Ad accorgersene e denunciare l'accaduto l'insegnante in pensione Silvia Prestini, che, avendo deciso di andare a visitare la Giuditta esposta al Museo Diocesano di Milano, ha acquistato diversi volumi sul Botticelli con l'intenzione di documentarsi e ha così potuto constatare le strane analogie fra i due testi. Interpellato sull'episodio, che si configura come un vero e proprio plagio, Sgarbi ha dichiarato di non ricordare con precisione le circostanze e ha ipotizzato di aver assegnato il lavoro a un collaboratore, visto che si trattava di un testo divulgativo. (...) (L'Agenda News, 2 dicembre 2008)

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