venerdì 31 ottobre 2008

Un filmato interessante


... specialmente nella parte finale.

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Tg1, quando si dice il caso


(Video di Roberto Corradi.)

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giovedì 30 ottobre 2008

La manovalanza



Eccoli, i portatori dei “liberi pensieri”.

Quando ci si presenta così, armati di spranghe, bastoni e quant'altro, con tanto di furgone di 'rifornimento' (col beneplacito della polizia, si noti bene), in mezzo a una folla in una manifestazione politica, ci vuole assai poco perché scoppi qualche scontro. A innescare l'incendio bastano poche scintille (qualche provocatore qua e là, magari anche nella 'parte avversa').

Presentarsi così a una manifestazione non significa altro che cercare deliberatamente lo scontro violento, facendo - coscientemente o no (ma è plausibile che non ne fossero consapevoli?) - il gioco di chi (ai piani alti) non aspettava altro per screditare la contestazione nel suo complesso.

Una bella palla alzata, per gli house organ del padrone.

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mercoledì 29 ottobre 2008

Metodo Cossiga: applicazioni pratiche



29 ottobre 2008, scontri in Piazza Navona: secondo la testimonianza diretta di Curzio Maltese “gli incidenti sono stati provocati ad arte” da provocatori “ignorati dalla polizia”, la quale “ha sistematicamente manganellato gli studenti senza armi e ignorato gli altri”. Sempre secondo Maltese, i violenti “non erano ragazzi e si muovevano come un gruppo abituato a fare queste cose”.

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sabato 25 ottobre 2008

Facinorosi


(Vignetta di Molly Bezz.)

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I cerchi concentrici



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venerdì 24 ottobre 2008

Fuori Gianni Riotta dal servizio pubblico!

(Gennaro Carotenuto, da: gennarocarotenuto.it)

Al mondo c’è chi sta con la schiena dritta, e in genere non fa carriera. E c’è chi si piega con varie angolature possibili, e spesso fa carriera. C’è chi fa il proprio lavoro con correttezza e chi è disposto a qualunque bassezza. C’è chi ha le proprie idee ed è disposto a pagare il prezzo alla coerenza e chi invece va sempre dove tira il vento. C’è chi è onestamente di parte e chi è disonestamente neutrale.

Il simbolo del giornalista che fa carriera piegandosi in tutte le angolature possibili, che è disposto a qualunque bassezza, che va sempre dove tira il vento, ma si dichiara sempre (disonestamente) neutrale è il direttore del TG1 Gianni Riotta.

Troppo lunga è la lista delle bassezze di Gianni Riotta, l’uomo che in quota centrosinistra ha abolito il panino, salvo ripristinarlo non appena ha rivinto la destra, ma quella di ieri sera al TG più visto dagli italiani, è simbolica per tutte.

Berlusconi mercoledì sera in mondovisione ha affermato che manderà la polizia a sgomberare scuole e università occupate. Giovedì, per smentire se stesso, il capo del governo ha lanciato un volgarissimo attacco di comodo ai giornalisti, rei di aver inventato le parole del padrone del vapore.

Un giornalista onesto difenderebbe il proprio lavoro e infatti i TG seri (guardarsi SkyTg24 o il TG3, o Anno Zero come conferma) hanno rimandato in onda la conferenza stampa di Berlusconi, non per mettere alla berlina il primo ministro ma per un’elementare forma di difesa del proprio lavoro. Gianni Riotta no, il TG1 non si è sognato assolutamente di farlo, nonostante l’attacco di Berlusconi ledesse la sua dignità e quella della sua redazione.

A lui, che pure il giorno prima aveva aperto il TG con le minacce del primo ministro agli studenti, ovviamente appoggiandole, il giorno dopo andava bene piegarsi e dire: “Sì, badrone, ho mentito, perdonami, non hai mai detto che mandavi la Polizia”, come un Gasparri o un Cicchitto qualsiasi, che però fanno un altro mestiere. Se Emilio Fede direttore di un TG privato risponde solo per la propria credibilità, una macchietta, non altrettanto vale per Gianni Riotta, direttore del più importante TG del servizio pubblico. Gianni Riotta è molto peggio di una macchietta; è la metastasi del cancro della disinformazione al servizio del potere politico ed economico.

E’ compatibile Gianni Riotta con il servizio pubblico? Ha senso un servizio pubblico se l’informazione la fa un servo come Riotta?

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giovedì 23 ottobre 2008

Tertium non datur



La “ricetta democratica” di Francesco Cossiga: agghiacciante, ma non sorprendente (più che altro una didascalica conferma di un modus operandi ben collaudato e ampiamente sperimentato).

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mercoledì 22 ottobre 2008

Berlusconi: "L'immagine di un paese si fa con i fatti" / 7



“Fermarsi significa retrocedere!”

(Financial Times, 17 ottobre 2008)
(La Vanguardia, 17 ottobre 2008)
Separazione tra italiani e immigrati
(TAZ, 16 ottobre 2008)
(Bloomberg, 11 ottobre 2008)
Disagio per un altra gaffe di Berlusconi
(La Nacion, 11 ottobre 2008)
(Neue Zürcher Zeitung, 11 ottobre 2008)
Il “dissanguamento” dell’accademia italiana
(Journalisten, 6 ottobre 2008)
Io sono fascista, dice la stella del Milan Christian Abbiati
(The Guardian, 27 settembre 2008)

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Il Tg1 si fa portavoce del clan dei Casalesi

(Antonello Tomanelli, da: difesadellinformazione.com)

Domenica 19 ottobre, ore 20. Attilio Romita lancia i titoli di apertura del tg1. Powell appoggia Obama nella corsa alla Casa Bianca. Botta e risposta tra Berlusconi e Veltroni sul pacchetto clima. Segue il terzo lancio dal titolo “Setola, messaggio dalla latitanza”. Si tratta di Giuseppe Setola, definito nel lancio di Romita “il nuovo capo della camorra”, che per bocca del conduttore dice “non c’entro con le stragi” e che “per l’accusa è un killer spietato”. Fine lancio.

L’accusa è quella della procura distrettuale antimafia di Napoli, che ne ottiene l’arresto sulla base di elementi che lo indicano come responsabile dei più efferati delitti orditi ed eseguiti negli ultimi anni dal clan dei Casalesi. Grazie ad alcuni certificati medici attestanti una patologia alla vista, Setola ottiene gli arresti domiciliari. Ma scompare durante una visita specialistica all’ospedale di Pavia.

Latitante da sei mesi, fa pervenire una lettera al tg1, che viene letta da una voce fuori campo all’interno del servizio di Grazia Graziadei. Alle 20,15 milioni di telespettatori ascoltano il capo del clan dei Casalesi che si professa innocente, denuncia la persecuzione giudiziaria di cui è vittima e il timore che la patologia agli occhi finirà per impedirgli di vedere sua figlia. L’autrice del servizio insiste sulla cecità che starebbe interessando il camorrista, inquadrando pile di certificati medici. Ma non dice una parola sugli elementi che hanno indotto i magistrati di Napoli a considerarlo “un killer spietato”.

Non è la prima volta che il tg1 propina servizi di dubbio gusto. Ad esempio, molti si sono chiesti dove fosse la notizia quando pochi giorni fa mandò in onda un video in cui Mario Alessi, condannato all’ergastolo per l’omicidio del piccolo Tommaso Onofri, professava la propria innocenza dal carcere di Parma.

La domanda da porsi è la seguente: dov’è l’interesse pubblico ad acquisire simili appelli?

Difficile scorgerlo. Sarebbe di interesse pubblico (quindi “notizia”) sentire Mario Alessi dichiararsi colpevole, oppure un boss di spicco come Giuseppe Setola ammettere le proprie colpe dichiarandosi disposto a collaborare con gli inquirenti nella lotta contro la camorra. Invece, in questi casi il tg1 ha funto da cassa di risonanza per dichiarazioni che non offrono alcun apporto in termini di novità o di verità.

Per il resto, è la legge stessa a limitare severamente l’offerta di spazi televisivi per dichiarazioni che di per sé soddisfano un interesse pubblico. L’art. 33 D.Lgs. n. 177/2005 (“Testo Unico della Radiotelevisione”) obbliga la Rai a trasmettere comunicati a semplice richiesta del presidente della Repubblica, del presidente del Consiglio, dei presidenti di Camera e Senato e del presidente della Corte Costituzionale. Qui l’interesse pubblico è insito nella dichiarazione stessa.

Questa è la normativa vigente. E la divulgazione della lettera di Giuseppe Setola non soddisfa alcun interesse pubblico. Eppure, questi si è visto riservare dal tg1 un trattamento che normalmente la legge riserva alle massime carico dello Stato.

Vi è poi da rilevare che personaggi come Giuseppe Setola rappresentano l’antistato. Vedere letta al tg1 una sua lettera, per giunta scritta da latitante, nella quale si ritiene perseguitato dalla magistratura (che è organo dello Stato, ma ai cui membri si vieta in generale di rilasciare interviste sui procedimenti in corso) e nel contempo vittima sfortunata di una malattia che potrebbe non fargli più vedere la figlia, non può non far sorgere interrogativi sul vero motivo per cui il tg1 gli ha concesso quello spazio.

Cosa possa aver pensato la gran parte dei telespettatori nel vedere quel servizio del tg1, è facile immaginarlo. E a chi l’ha confezionato, e soprattutto a chi l’ha autorizzato, va ricordato quanto statuito dalla Carta dei Doveri, fonte della deontologia giornalistica, addirittura in Premessa: “Il rapporto di fiducia tra gli organi di informazione e i cittadini è la base del lavoro di ogni giornalista”.

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domenica 19 ottobre 2008

La Costituzione non esiste più



“Il potere non è nel Consiglio comunale di Palermo. Il potere non è nel Parlamento della Repubblica. Il potere è sempre altrove. Lo stato per me è la Costituzione e la Costituzione non esiste più.” Leonardo Sciascia

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La dura denuncia di Luigi De Magistris



De Magistris: “Senza una parte della magistratura collusa la criminalità organizzata sarebbe già stata sconfitta. E il collante in questo sistema sono i poteri occulti che gestiscono le istituzioni. Io stavo indagando su questo fronte e ritengo che uno dei motivi principali del fatto che io sia stato allontanato dalla Calabria risiede proprio in questi fatti.”

(Qui l'illustre “opinione” di Giuseppe Chiaravalloti.)

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sabato 18 ottobre 2008

"Il ritorno del principe"



Intervista di Corrado Augias a Roberto Scarpinato, autore insieme a Saverio Lodato del libro "Il ritorno del principe", una spietata radiografia della 'patologica fisiologia' del potere in Italia ("Le Storie diario italiano", 17 ottobre 2008).

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giovedì 16 ottobre 2008

The Berlusconi and Bush show

Immagine ricavata da una vignetta di Steve Bell (link)
Scemo & più scemo.

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lunedì 13 ottobre 2008

No al nucleare, per il bene comune



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sabato 11 ottobre 2008

Gran Varietà Berlusconi



Finalmente un servizio decente al Tg1!

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mercoledì 8 ottobre 2008

Crisi finanziaria: il Piano Berlusconi


Immagine ricavata da una vignetta di Wolfgang Ammer (questa).

Berlusconi sulla crisi finanziaria internazionale: “Sono sereno come, immagino, la gran parte degli italiani” (Tg5, 29 settembre 2008).

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martedì 7 ottobre 2008

Altre latitudini / 2


(Video di Roberto Corradi.)

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lunedì 6 ottobre 2008

Autocertificazione / 2

Il presidente del Consiglio ribadisce quindi che l'uso delle intercettazioni va vietato se non per i reati di terrorismo e mafia.

“Le intercettazioni nel nostro Paese vengono usate per cercare notizie di reato. Non è accettabile in un Paese civile. (...)

(rainews24.rai.it, 5 ottobre 2008)

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domenica 5 ottobre 2008

Umorismo italico



Come qualificare una colossale predazione di denaro pubblico condotta nel più totale spregio della legge e dell'interesse generale se non come «meritoria»? Che squisito senso dell'umorismo!

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Berlusconi: "L'immagine di un paese si fa con i fatti" / 6



Continua inarrestabile il tripudio di 'elogi' da parte della stampa internazionale:

Di nuovo strangolata la democrazia italiana
(Dagens Nyheter, 3 ottobre 2008)
Lo spirito di Benito Mussolini rivive tra le paure di una marcia al potere della destra
(The Times, 27 settembre 2008)
Alitalia’s last flight
(Financial Times, 21 settembre 2008)
Su un ala e in preghiera
(The Economist, 20 settembre 2008)
Risposta alla xenofobia
(CartaCapital, 19 settembre 2008)
Más morfina para Italia
(El Pais, 16 settembre 2008)
Berlusconi fa le pulizie
(NZZ Online, 11 settembre 2008)
Politico italiano “loda” l’era fascista di Benito Mussolini
(Telegraph, 9 settembre 2008)
La ministra furba
(La Vanguardia, 7 settembre 2008)
Berlusconi svende il patrimonio culturale italiano
(Svenska Dagbladet, 1 settembre 2008)

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sabato 4 ottobre 2008

Autocertificazione


Berlusconi e l'«autorizzazione morale» ad evadere.

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Previsioni in Italia



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giovedì 2 ottobre 2008

Altre latitudini



Parlamento europeo, seduta plenaria del 25 settembre 2008, Stefano Zappalà (PdL) ci prova a spararla grossa, ma fuori da Berlusconia certe balle non passano.

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